venerdì 26 settembre 2008

Budapest

L'idea di andare a Budapest in gruppo con gli amici è venuta praticamente per caso. Navigando ho trovato un volo A/R a 70 euro tasse comprese con EasyJet e mi son detta: "Ma perché no?!". Così l'Armata Brancaleone (composta dalla Deni, Luca, Lorenzo e me) ha preso armi e bagagli alla conquista dell'Ungheria. Abbiamo preso un appartamento in affitto per tre notti tramire Interhome: è un servizio che consiglio assolutamente a tutti. La casa era davvero grande, ben collegata, pulita e, anche se siamo arrivati a mezzanotte e mezza, il proprietario ci ha aspettati per consegnarci le chiavi. Tra un rutto e l'altro, ci ha anche consigliato dove andare a fare un giro a quell'ora: ci ha addirittura portati davanti ad un locale. A Budapest van di moda i bar ricavati da edifici sfitti: nei cortili e nelle stanze di questi condomini disabitati sorgono il bancone e tutti i tavoli e sedia (spesso son pezzi recuperati: allo Szimpla ho visto una vasca da bagno metallica ritagliata e resa divanetto...stupendo!). Qui in Italia, con tutte le regolamentazioni, una cosa del genere non sarebbe certo permessa (purtroppo).
In quei giorni abbiamo mangiato davvero molta carne e bevuta tantissima birra: il cibo e le bevande costano pochissimo e agevolano l'inchiattimento :-D La città alla fine si gira benissimo a piedi: abbiamo faticato non poco, però per arrivare in cima al monte Gellert (al Castello è stato più semplice: c'era la funivia!). Me l'aspettavo un po' più stile Praga (che non ho visto se non in foto), ma devo dire che si respira storia un po' ovunque, quindi un bel weekendone vale decisamente la pena (io ci tornerò di sicuro perché non ho visitato tutto e voglio andare alle terme Gellert).
L'unica nota negativa: i camerieri non son per niente simpatici

domenica 21 settembre 2008

Viva

Sìsì, sono viva: son solo stata a Budapest con gli amici e a Caorle con la famigghia...Prima o poi, quando avrò finito di recuperare gli arretrati al lavoro vi racconterò dell'Ungheria :-)

mercoledì 20 agosto 2008

I figli danno la felicità?


Da questo articolo parte la mia riflessione odierna. Qualcuno potrà non essere d'accordo, e ci mancherebbe, è il mio pensiero, non il vostro.

Fino a quando non son rimasta incinta, sono stata una fervente credente nel non-matrimonio e nel non-avrò figli. Poi son rimasta incinta e ho partorito un ragnetto che oggi è diventato un maschietto bellissimo di 4 anni e mezzo (e lui ci tiene a quell' "e mezzo" perché fa la differenza su quelli di 4 anni eh, scherziamo!). I primi tre anni e passa son stati tostissimi: pannolini, pappe, avere centomila occhi, cercare di capire cosa volesse quando piangeva non è stato facile. Son venuta a vivere in Lombardia lasciando i miei amici a Roma e quindi non avevo una "cricca" qui: rifarmi delle amicizie in questa condizione è stata alquanto difficile. Vita sociale (un po' perché - appunto - non avevo amici qui e un po' perché si viene assorbiti del tutto dal mestiere di genitore) ho ricominciato a farla da un annetto a questa parte: ovviamente parlo di uscite pianificate con un certo anticipo perché quando si è mamma non puoi uscire tutte le volte che vorresti e fino all''ora che vorresti. Quindi, no, avere figli non è una passeggiata. Comporta sacrifici e spesso con tutte le cose che devi fare per tuo figlio perdi la cognizione del fatto che tu sei sì un genitore, ma sei anche un partner e sei anche un individuo. Io parto dal presupposto che se ti dimentichi di questi ultimi due ruoli, non puoi essere un buon genitore perché non puoi mettere da parte i tuoi interessi personali e di coppia per anni e rispolverarli quando i figli escono di casa (e ormai escono tardi dalla famiglia) o quando vai in pensione, perché son tutte rinunce che ti fan crescere un certo malessere interiore e questo malessere interiore da qualche parte devi sfogarlo. Se l'unica cosa che stai facendo in questo momento è essere mamma o papà ecco che qualche volta quando sei stanco sbotti per un nonnulla con tuo figlio (e questo non è giusto).
Solitamente le mamme sono sempre piuttosto restìe a uscire di casa lasciando i figli a casa col marito o con la babysitter di turno per via di mille paranoie: "non sono una brava mamma se faccio così", "sarà mio marito capace di tener il piccolo?", "nessuno meglio di me può badare a lui" ecc ecc. Cazzate. Prima di tutto, i figli non sono costole nostre, sono creature che da grandi dovranno diventare individui il che significa che dovranno cavarsela da soli quando non ci saranno mamma e papà a parar loro il culo, quindi meglio abituarli a cavarsela fin da piccoli. Se li tieni attaccati alla tua gonna ogni secondo della tua giornata, non li aiuti di certo. Non dico che a sei mesi devi dargli l'omogeneizzato ed un cucchaino e dirgli: "Toh, ora ti arrangi", ma tocca trovare la giusta via di mezzo se vuoi che da grande sia una persona con fiducia nelle proprie capacità e che non pianga su se stesso. Quindi ben venga lasciarlo ogni tanto col papà (i papà di oggi son bravissimi coi bimbi), coi nonni o con un estraneo alla famiglia, l'importante è mostrare fiducia nelle persone che lo accudiranno: i bambini non son scemi, han mille risorse.
Poi, tocca avere un compagno/a abbastanza intelligente da capire che quel che volete non è mandare a quel paese la famiglia, ma fare in modo di essere positiva/o all'interno della famiglia e quindi coltivare anche la propria persona e la coppia. Se è abbastanza intelligente da capire che è una cosa che deve fare anche lui/lei, allora siete a cavallo. Allora riuscirete, PARLANDO E COMUNICANDO (che è un altro errore che molte coppie commettono: quando c'è un problema non lo affrontano insieme, ma separatamente, oguno a modo suo - modi forse addirittura diversi - serbando anche magari rancore perché "l'altro/a non lo aiuta"...eh, ma tu gliel'hai chiesto l'aiuto?) a trovare spazio per voi stessi, per il vostro matrimonio e per vostro figlio.

Il pericolo qual è? E' che dopo l'esperienza - bellissima e impegnativa del primo figlio - quando finalmente potete tirare un sospiro di sollievo perché ora potete permettervi di uscire, ecc ecc non ne vogliate un secondo perché finalmente state bene. Ecco, questa è la mia situazione e sinceramente non credo di uscirne...perché sto troppo bene così :-P

lunedì 18 agosto 2008

La battuta è d'obbligo...



...così gliela buttano al culo agli altri servizi segreti! (scusate, ma me l'avete servita su un piatto d'argento hihi)

sabato 16 agosto 2008

Canova alla corte degli Zar


Oggi, vista la bella giornata di sole non esageratamente calda, ho preso la mia Nikon e mi sono diretta a Milano con l'intenzione di fare alcune foto e di andare a vedere una mostra a Palazzo Reale.
Corso Buenos Aires e Corso Venezia erano deserte: uno spettacolo. Altrettanto non si poteva dire di piazza Duomo (sulla sua facciata per la prima volta - incredibile - ho visto un rosone che sarà il mio prossimo tatuaggio. Devo farci la foto perché non ne trovo online), piena di turisti e non, a fare shopping soprattutto.
"Canova alla corte degli Zar" è ovviamente un titolo ingannevole: non ci sono solo sculture dell'artista veneto, ma sicuramente è il nome più importante e che richiama più gente. Sono rimasta molto colpita dalla "Danzatrice con le mani sui fianchi", adagiata su un piedistallo girevole. Mi son venuti i brividi, seduta sulla panchina, a guardare questo spettacolo di drappeggi di marmo con una colonna sonora adattissima. Del Canova è stupenda anche "Le tre Grazie", unica statua ad avere una sala tutta per sé. Questa mostra, però, mi ha permesso di conoscere altri due scultori di cui non sapevo nulla in assoluto. Sono rimasta a bocca aperta quando ho visto quanto sono belle "La ninfa dello scorpione" di Lorenzo Bartolini, "Psiche svenuta" di Pietro Tenerani e "Venere che esce da una conchiglia" di Carlo Finelli. "Flora" di Pietro Tenerani e "Zefiro" di Luigi
Bienaimè sono, poi, uno di fronte all'altra agli estremi di una sala: sembrano due statue fatte apposta per stare insieme (in effetti nella mitologia greca, Zefiro e Flora erano amanti).
Insomma, un biglietto intero da 9.00 Euro che sono spesi bene (e se lo dico io che non bazzico nei musei tutti i giorni, vuol dire che è vero). La mostra chiude il 24 agosto!

Mentre compravo un paio di cartoline ed un segnalibro a ricordo del tutto, ho anche incontrato una ragazza del lab: lei era appena uscita dall'allestimento di Peter Greenaway sull'Ultima cena di Leonardo. Ne era così entusiasta che mi ha convinta ad andarci...

Da oggi mi sento meno sola...


Corriere.it: "L'estate dei divieti: no agli zoccoli a Capri". I miei amici lo sanno da anni ormai che ci sono due cose al mondo che mi fanno proprio uscire di testa: gli zoccoli di legno ai piedi degli uomini ed i carrellini della spesa delle nonne. Sono due cose che risvegliano il mio istinto animale. Sono, quindi, felice di sapere che Capri ha un sindaco che mi capisce e ho deciso che dall'anno prossimo andrò al mare esclusivamente lì. Ora piango dalla felicità :-D

Certo, però, che ce ne sono di divieti assurdi...
A Bologna invece c'è chi detta legge sui piercing, vietati «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse: e cosa gliene importa al sindaco che la funzionalità di quelle parti anatomiche vada compromessa, scusa?? Mica si parla del suo pisello...

CABINA - Non si può cucinare all'interno delle cabine da spiaggia. Il pranzo fai-da-te può costare fino a mille euro di multa: se han fatto questa ordinanza vuol dire che c'è chi lo fa. Qualcuno mi spieghi come si fa, perché io - nella cabina - riuscivo a malapena a cambiarmi e non senza sforzi!

Vietato vendere cibi crudi, nel periodo compreso tra il primo giugno e il 30 settembre, in Emilia Romagna.: ragazzi, tocca cuocere la frutta ed il prosciutto crudo! :-D Più che altro, come faranno i ristoranti giapponesi a servire sushi e sashimi ora?

...mah...

giovedì 14 agosto 2008

Non invitatelo mai a pranzo!



La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo questo è stata: ma quanto caga sto qua?? E poi subito a seguire: cipolle a colazione? E la sua ragazza non gli dice niente? Per quanto riguarda le 3 uova a colazione, mi ricordo che nel mio breve soggiorno a Londra al terzo giorno di English breakfast ho chiesto non mi venisse servito l'uovo una volta tanto perché avevo una pancia stile mongolfiera (sorvoliamo sul fatto che il giorno seguente me ne abbiano date DUE a colazione, come se dovessi recuperare e mi fossi sciupata nel frattempo); quindi pensare a tre uova a colazione tutti i giorni mi fa venire il colesterolo.
Una cosa è certa, caro Phelps, sarai pure un campione, ma io a casa mia non ti invito a pranzo o a cena (nemmeno a colazione, va'...).

P.S.: Secondo me i suoi genitori han la casa piena di cose vinte coi punti del supermercato...E quando gli han dato la prima medaglia d'oro, l'ha morsa e ha detto: "Uffa, ma non è cioccolata!", hihi